Expo 2015, le ragioni di chi ci va

, in Food Marketing

Expo 2015, trovare articoli che ne parlano male non è difficile. Ritardi, costi altissimi, poca comunicazione in generale e pochissima specifica per gli operatori. E poi lobby, scandali, arresti.

Diventa quindi interessante capire le ragioni di chi invece ci crede e ci va, costruendo progetti complessi e investendo ragguardevoli energie e denari. Coppini Arte Olearia, partner di Padiglione Italia è l’unica presenza del settore olivicolo-oleario. Vale a dire: saranno loro a rappresentare in modo strutturale l’olio italiano.

Expo2015 food marketing teaser blog | Strutturafine

Paolo Coppini lo conosco da un poco, è un bel tipo, aperto, veloce, simpatico. Per dire: ci siamo incontrati a Cheese, quattro chiacchiere su temi vari lavorativi, e mi dice: perchè non vieni a San Secondo Parmense a tenere uno speech di 10 minuti su social, online e food a Contaminazioni? E’ un evento che organizziamo nel nostro Museo Agorà, che è un luogo costruito e pensato proprio per questo: innescare riflessioni, condividere conoscenze e idee, insomma far parlare le persone tra loro. Il tema sarebbero le contaminazioni alimentari, ma secondo me il concetto di “contaminazione” è ampio, un tuo intervento ci sta. Ci sono andato ed è stato davvero interessante.

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E sicchè, quando Paolo mi ha detto che avevano vinto il bando per la Piazzetta dell’Ulivo e dell’Olio a Padiglione Italia di Expo 2015, mi è venuta la curiosità di capire le logiche, i razionali. Questo novembre sono tornato all’Agorà per la presentazione del progetto e per l’inaugurazione del nuovo stabilimento [ma di questo parlo dopo, perchè merita], e c’è stata l’occasione, tra un culatello e un pezzo di grana, per farmi raccontare.

Coppini Arte Olearia non è un’aziendina, esiste dal ’46, sono alla terza generazione, alcune decine di milioni di fatturato e un centinaio di dipendenti. Solo Olio Extravergine, con alti standard qualitativi. 26 anni fa ha avviato T.O.P [Tracciabilità Origine Prodotto] indicando in etichetta cultivar, anno di raccolta, giudizio organolettico, profumo e sapore e dal ’92 [molto prima che diventasse un obbligo] la filiera è tracciata, e dal 2006 certificata. Ha un suo frantoio sperimentale a Castelvetrano. e dal 2000 riunisce tutti i coltivatori – italiani – i partner strutturali che costituiscono la filiera in un’associazione, gli Olivicoltori d’italia.

E’ una bella azienda sana, che ha appena inaugurato il nuovo stabilimento [eccoci]: alimentato da energia fotovoltaica e geotermica, aderente al Piano Europeo 20-20-20 [20% di incremento di energia da fonti rinnovabili, riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, entrambi entro il 2020]. Mi ha fatto davvero piacere essere li, ho pensato: chissà quando mi ricapita di partecipare all’inaugurazione di un complesso produttivo – in Italia, da dove tutti scappano. Una festa, il Sindaco e il Parroco, i lavoratori, amici, parenti: orgoglio della famiglia – sacrosanto – senza retoriche aziendalistiche, solo felicità e soddisfazione.

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Ma non è nemmeno un colosso agroalimentare. l’Expo 2015 non è una passeggiata per nessuna impresa, la Coppini ci ha lavorato un anno e mezzo, con un budget di oltre 1 milione di Euro. Ha creato uno staff di progetto e sviluppato le idee portanti – l’ulivo in legno al centro della Piazzetta, composto con le essenze di tutte le cultivar italiane –  i sottoprogetti e le declinazioni operative che devono alimentare 6 mesi di day by day. Ha coinvolto enti locali e intessuto alleanze con associazioni, imprese e università. Insomma, un bell’impegno. Perchè?

Dice Paolo: partecipiamo a fiere internazionali dall’86, ho avuto la fortuna di viaggiare molto e di vedere le città che sono state sedi Expo, come sono cambiate, l’impatto che ha avuto. E ora abbiamo la grande fortuna di avere Expo 2015 in Italia, e il focus è sul cibo. Per un imprenditore è un’occasione unica, ci abbiamo pensato e ragionato – non tanto a lungo – e abbiamo deciso che non potevamo lasciar perdere. Poi ci sono le persone, i bei progetti si fanno con le belle persone. Ho incontrato Marina Geri [direzione marketing e commerciale],  una persona eccezionale – un gran management quello di Padiglione Italia – e ci siamo messi a lavorare.

Per noi Expo sarà una grande occasione di crescita e di internazionalizzazione. Oggi l’export è meno del 10% del fatturato della nostra impresa, e questo è il fondamento razionale, aziendale per la nostra partecipazione. Ma incontreremo e parleremo – 2 cose molto importanti per me – clienti, fornitori, prospect e operatori all’interno di un grande evento ma in un posto nostro in cui tutto parla dell’ulivo e dell’olio. E faremo edutainment e cultura – in 5 lingue – con un team di degustatori che faranno conoscere l’olio extravergine di qualità a migliaia di persone che forse non lo hanno mai neppure assaggiato, racconteremo dell’importanza di questo albero per tutte le civiltà del Mediterraneo, del ruolo cardine che riveste nella dieta mediterranea, nella salute e nella qualità della vita. E insieme ai nostri partner e agli enti locali accompagneremo persone che vivono a migliaia di km di distanza a visitare il nostro territorio, conosceranno il nostro cibo, l’Emilia, Parma, dove viviamo e lavoriamo.

Come si faceva, potendo, a rinunciare ad un’occasione così bella?

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Foto: StrutturaFine e Sandra Longinotti

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